La tassazione delle rendite finanziarie 2012

Monday, May 7, 2012 13:49

Per gli investitori si prevedono tempi duri perché investire per avere dei guadagni comporterà pagare più tasse.

La tassazione delle rendite finanziarie sarà del 20% invece del 12,50% ancora in vigore fino al 31 dicembre 2011.

La nuova aliquota verrà applicata a partire dal 1 gennaio 2012 per tutte le transazioni finanziarie esclusi i titoli di Stato, buoni postali e tutti i titoli equiparati che resterà al 12,5%.

L’aliquota del 20% sul capital gain non è l’unica novità per il 2012, oltre a dover pagare più tasse sul guadagno ottenuto ci sarà un incremento sui bolli.


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Come gli investitori vivono il ciclo economico

Monday, May 7, 2012 13:43

Guarda la seguente immagine e se del caso cliccaci sopra per ingrandirla.

Le emozioni degli essere umani, e gli investitori sono esseri umani, vanno dall’ottimismo al pessimismo seguendo una scala.
Al termine di una crisi economica, inizia un nuovo ciclo economico c’è tanto ottimismo e le borse iniziano a salire a causa degli investitori ottimisti e si passa dall’eccitazione all’euforia.
Proprio nel pieno dell’euforia si commette il peggiore degli errori, si compra perchè si crede che la crescita non finisca mai, ma è proprio questo il Punto di massimo rischio finanziario.
Comprare nel pieno dell’euforia ha come conseguenze, valori spropositati e rischi elevati.
Dall’euforia piano piano l’investitore passa per diverse emozioni (ansia, rifiuto, paura, disperazione, panico, capitolazione e sconforto).
Il punto che coincide con lo sconforto è il Punto di massima opportunità finanziaria. Da questo momento in poi l’umore degli investitori inizia ad andare verso l’ottimismo passando tra le varie e mozioni di depressione, speranza, sollievo.
Investire saggiamente significa sapere che le crisi sono opportunità ma bisogna saperle riconoscere attraverso le emozioni degli investitori che ci stanno intorno.

Come investire in azioni senza correre rischi

Monday, May 7, 2012 13:32

Certo che investire e assenza di rischio non sono parole che possono stare nella stessa frase, ma ci si può provare.

In realtà investire senza rischi non esiste, ma investire correndo pochi rischi si. Basta degli accorgimenti e della logica.

Se vuoi seguire questa strategia  devi avere ben presente il funzionamento delle obbligazioni zero coupon.

Ammettiamo che hai 10 mila euro da investire. Ora devi scegliere su quale settore investire, perché secondo le tue analisi fra 5/10 anni darà un buon profitto. Scelto questo settore scegli la società che per te performerà bene per i prossimi 5/10 anni.

Fatto questo, spostati nel mercato obbligazionario e scegli un titolo zero coupon con durata uguale o superiore a 5/10 anni.

Come vedrai il valore dell’obbligazione (o titolo di Stato) zero coupon è espresso in punti base e questi sono sotto a 100.

Se, ad esempio, vedi un titolo obbligazionario zero coupon che oggi vale 80.71  e scade fra 5 anni, vuol dire che che fra 5 anni per ogni 100 euro investiti in questa obbligazione ne otterrai 19.29 euro (lordi).

Il calcolo è semplice, 100 – 80,71 =  19,29 %

Fatto questo semplicissimo calcolo puoi investire il 19,29% dei tuoi € 10.000, vale a dire € 1.929 in azioni a patto che i rimanenti € 8.071 li investi nell’obbligazione zero coupon.

Perché?

Perché a scadenza del titolo obbligazionario zero coupon riavrai 10 mila euro (lordi), cioè la restituzione per l’intero del tuo capitale iniziale ma avrai il guadagno che ti porteranno le azioni comprate. In pratica, a scadenza dell’obbligazione zero coupon, sarai titolare di alcune azioni che non ti sono costate niente. In più se la società emittente le obbligazioni distribuisce dei dividendi annuali, avrai un guadagno aggiuntivo.

Unico requisito per questo tipo di investimento è il mantenimento dell’obbligazione fino a scadenza  per ottenere per intero il capitale investito.
Il calcolo per semplicità non prende in considerazione le commissioni e le tasse, che ogni investitore deve sempre tener presente.

 

Le 50 società che comandano il mondo

Monday, May 7, 2012 12:46

Non c’è niente di cospirativo nello studio che l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia (ETH) ma solo una ricerca per capire quali sono i gruppi societari più influenti nell’economia mondiale.

I ricercatori, Vitali, Glattfelder e Battiston, hanno semplicemente cercato di individuare se ci fosse una architettura della rete proprietaria e se ci fosse un controllo internazionale dei mercati.

I ricercatori sono partiti dal database Orbis 2007 (dove ci sono presenti 37 milioni di imprese) e ne hanno isolato 43060 gruppi societari più rilevanti.

Una volta isolati questi gruppi societari rilevanti, hanno isolato gli intrecci societari (proprietà, controllo, società collegate) portando alla definizione di 1318 conglomerati di imprese che da sole generano il 20% del fatturato mondiale.

Questi conglomerati, sono anche collegati alle aziende manifatturiere mondiali che generano il 60% della produzione mondiale.

Un’ulteriore scremature di questi 1318 conglomerati, ha portato all’individuazione di 147 società superconnesse che esercitano il controllo su oltre il 40% del fatturato mondiale.

Le 50 società che governano il mondo

Fatti tutti questi calcoli i ricercatori hanno potuto stilare una classifica delle società che più influenzano l’economia mondiale. Dalla lista scopriamo che le società che governano il mondo sono quasi tutte quelle nel settore finanziario e che, sotto questo punto di vista, la Francia conta di più della Germania. Nella lista delle prime 50 società compare una sola società italiana (Unicredit che è alla 43 posizione).Queste società sono:

1 BARCLAYS PLC (GB)
2 CAPITAL GROUP COMPANIES INC (US)
3 FMR CORP (US)
4 AXA (FR)
5 STATE STREET CORPORATION (US)
6 JPMORGAN CHASE & CO. (US)
7 LEGAL & GENERAL GROUP PLC (GB)
8 VANGUARD GROUP, INC., (US)
9 UBS AG (CH)
10 MERRILL LYNCH & CO., INC. (US)
11 WELLINGTON MANAGEMENT CO. L.L.P. (US)
12 DEUTSCHE BANK AG (DE)
13 FRANKLIN RESOURCES, INC. (US)

14 CREDIT SUISSE GROUP (CH)
15 WALTON ENTERPRISES LLC (US)
16 BANK OF NEW YORK MELLON CORP. (US)
17 NATIXIS (FR)
18 GOLDMAN SACHS GROUP, INC., (US)
19 T. ROWE PRICE GROUP, INC. (US) 9
20 LEGG MASON, INC. (US)
21 MORGAN STANLEY (US)
22 MITSUBISHI UFJ FINANCIAL GROUP, INC. (JP)
23 NORTHERN TRUST CORPORATION (US)
24 SOCIÉTÉ GÉNÉRALE (FR)
25 BANK OF AMERICA CORPORATION (US)
26 LLOYDS TSB GROUP PLC (GB)
27 INVESCO PLC (GB)
28 ALLIANZ SE (DE)
29 TIAA (US)
30 OLD MUTUAL PUBLIC LIMITED COMPANY (GB)
31 AVIVA PLC (GB)
32 SCHRODERS PLC (GB)

33 DODGE & COX (US)
34 LEHMAN BROTHERS HOLDINGS, INC. (US)
35 SUN LIFE FINANCIAL, INC. (CA)
36 STANDARD LIFE PLC 8GB)
37 CNCE (FR)
38 NOMURA HOLDINGS, INC. (JP)
39 THE DEPOSITORY TRUST COMPANY 8US)
40 MASSACHUSETTS MUTUAL LIFE INSUR. (US)
41 ING GROEP N.V. (NL)
42 BRANDES INVESTMENT PARTNERS, L.P. (US)
43 UNICREDITO ITALIANO SPA (IT)
44 DEPOSIT INSURANCE CORPORATION OF JP (JP)
45 VERENIGING AEGON (NL)
46 BNP PARIBAS (FR)
47 AFFILIATED MANAGERS GROUP, INC. (US)
48 RESONA HOLDINGS, INC. (JP)
49 CAPITAL GROUP INTERNATIONAL, INC. (US)
50 CHINA PETROCHEMICAL GROUP CO. (CN)

Clicca il link se vuoi consultare lo studio originale (studio società).

 

Il successo dell’investimento si poggia anche sulla psicologia

Monday, May 7, 2012 10:17

Molti investitori ridacchiano quando si tratta di concetti psicologici nella determinazione di un investimento.

Con il passare del tempo, però, molti di loro si accorgono che il successo dell’investimento, la direzione del mercato e la psicologia vanno di pari passo.

Gli investitori devono stare attenti a delle distorsioni comportamentali che possono influenzare negativamente i loro rendimenti degli investimenti. Mario Mainelli, nel numero di maggio del 2012 di MoneySaver, spiega quattro pregiudizi a cui prestare attenzione. Li abbiamo riassunti qui:

1. Conferme dei Bias

In psicologia un Bias è un giudizio (o pre-giudizio) sviluppato sulla base delle informazioni in possesso, non necessariamente corroborato da elementi logicamente connessi. Gli investitori, di solito, sono più propensi a cercare i movimenti di mercato che confermano le loro credenze che guardare e studiare tutte le informazioni in loro possesso che potrebbero contraddire le loro credenze.

Di solito, gli investitori in azioni o in obbligazioni sono inclini ad ignorare quelle informazioni sull’emittente perché, psicologicamente, se queste informazioni confermano un peggioramento della situazione, implicitamente dicono all’investitore che ha sbagliato strategia.

In sostanza, gli investitori di questo tipo, raccolgono solo le informazioni che sono coerenti e non contradditorie. In realtà, per il successo dell’investimento, si dovrebbe operare una comparazione dei vantaggi e svantaggi.

2. Familiarità con i Bias

Non esiste alcuna correlazione che collega  le società del proprio Paese con la possibilità di successo degli investimenti. Ma gli investitori tendono ancora a riempire il loro portafoglio con titoli nazionali e obbligazioni emesse dal proprio Governo.

La soluzione migliore sarebbe: Assicurarsi che le tue scelte nazionali sono davvero il meglio disponibile sul mercato internazionale facendo ulteriori ricerche sugli investimenti internazionali  asset alternativi.

3. Disponibilità dei Bias

Un investitore, nella sua strategia, cerca di stimare la probabilità di successo dell’investimento tramite la valutazione degli eventi passati. Questa cosa è molto nota ai pubblicitari: un investitore che soffre di pregiudizi è più propenso a perseguire un investimento che è stato fortemente pubblicizzato rispetto ad uno più profittevole ma non adeguatamente pubblicizzato. In pratica, la pubblicità fa più leva rispetto al ragionamento logico deduttivo di un investitore accorto.

Ciò che rende questo pregiudizio peggiore è che le memorie individuali sono spesso incomplete, che porta gli investitori a recuperare un’opportunità di investimento per la ragione sbagliata.

La pianificazione accurata è un modo semplice per mitigare questa tendenza. Costruire un piano a lungo termine per il tuo portafoglio, indicando come e perché le risorse saranno assegnate e diversificate produrranno maggiori guadagni. Assicurati anche di tenere un registro dettagliato del perché sono stati fatti certi acquisti e che cosa ti ha mosso nella scelta di prendere posizione.

Tale approccio dovrebbe eliminare la tentazione di investire in un prodotto solo perché può essere facilmente richiamato (pubblicità).

4. L’avversione alla perdita nei Bias

Gli investitori, per loro natura psicologica, sono avversi al rischio. Non vogliono correre il rischio di avere delle perdite inattese. Questa avversione alle perdite è molto forte quando un investitore prende posizione su un investimento ritenendolo ottimale.

Questa tendenza è simile a bias di conferma perché provoca agli investitori di ignorare le informazioni negative. Ma può anche portare ad un portafoglio inutilmente rischioso.

Considerati queste 4 problematiche dei Bias, Mainelli nota la cosa più intelligente da fare è rivalutare la tua posizione e la vostra asset allocation costantemente. Cercate di capire se questo è stato un temporaneo declino nel successo dell’investimento, o se l’azienda sta rapidamente deteriorando i suoi fondamentali.

 

 

La regola: vedi a maggio e vattene

Thursday, April 19, 2012 12:12

Nei mercati finanziari, sopratutto quelli statunitensi, esiste un proverbio in tema di investimenti:

sell in May and go away cioè vendi a maggio e vattene via

è solo un proverbio slegato dai fattori economici del momento, ma se non fosse proprio così? Andiamo a vedere perché si è scelto il mese di maggio per coniare questo proverbio.

Questo proverbio non vale per il singolo titolo azionario, ma vale sicuramente per i settori economici.

Di solito l’aumento dei corsi azionari e dei ricavi aumentano nei mesi novembre-aprile per le società cicliche mentre i titoli difensivi danno un buon ritorno economico nel lungo periodo. Vendere i titoli ciclici nel mese di maggio e mantenere l’investimento per tutto l’anno in titoli difensivi nel corso dei 35 anni hanno dato un aumento di profitti nel 65% dei casi di investimento.

Myles Zyblock, chief strategist istituzionale a RBC Capital Markets, ha notato che nel mercato azionario Usa e canadese i titoli non ciclici, utilities e telecomunicazioni costantemente fanno meglio dell’indice tra maggio e ottobre, mentre i titoli informatici, materiali (escluso l’oro) e gli industriali fanno meglio tra novembre e aprile.

Sicuramente questa regola non darà sempre dei ricavi, ma è comunque una regola basata su un minimo di dati empirici suffragati dalla statistica.

Insomma, non è vera ma comunque il 65% delle volte funziona!

Tu hai esperienza in riguardo? Posta pure nei commenti.

Perché Steve jobs non è un leader da emulare

Tuesday, April 17, 2012 13:02

Tutti conoscono Steve Jobs, co-fondatore e leader visionario di Apple, persona ampiamente ammirata per il genio innovativo che ci ha portato l’iMac, l’iPhone, l’iPod, e l’iPad, per non parlare di iTunes.

E con la sua scomparsa alla fine dell’anno scorso, legioni di consulenti aziendali, docenti universitari e dirigenti d’azienda hanno iniziato ad esaltare la sua figura come un leader capace di creare lavoro e sviluppo. Ma è meritato tutto questo? Secondo Ray Williams, presidente di Ray Williams Associates, una società con sede a Vancouver, che fornisce formazione alla leadership e servizi di Executive Coaching, se si dà un’occhiata equilibrata a ciò che costituisce una buona leadership nelle organizzazioni moderne, Steve Jobs non deve essere preso a modello.

Jobs era un uomo complesso pieno di contraddizioni, dice il biografo Leander Kahney. Era un buddista Zen, ma non era anti-materialista, ma addirittura ha costruito la sua società ultimo che vive una vita tecnologicamente materialistica e basata fortemente sul design. In un’epoca in cui la trasparenza incoraggia la leadership come parte di un sana del sistema democratico, Jobs ha instillato una cultura del segreto e di sorveglianza nei luoghi di lavoro di Apple, attraverso un sofisticato sistema di telecamere per tenere in costante controllo i suoi tecnici, e un sistema di “necessità di sapere solo” di comunicazione interna.

Ray Williams sostiene che Jobs  aveva uno stile autocratico ed egoista che lo ha portato a lotte di potere (questoa è la causa della sua uscita dalla Apple nel 1984, dove non voleva introdurre dei piani pensionistici per i suoi dipendenti). Solo nel 1997 potè ritornare alla Apple rendendola una società potente come è oggi. Solo dopo che furono applicati dei veri e propri piani pensionistici, Jobs ha potuto fare ritorno nella sua creatura. Lo stile di leadership di Jobs è quello del “bastone e carota”, con lode e l’adulazione, ma più spesso con paura e critica. Quando la rivista Fortune ha profilato i più difficili boss d’America, al numero uno mise proprio Jobs a causa del suo atteggiamento” disumano per la perfezione che può bruciare anche i lavoratori più motivati”. Kahney ha affermato che Jobs era solito ad ‘aggressioni verbali in materia di personale, piene di parolacce, ed erano terrificanti. La Rivista Fortune lo ha soprannominato “uno dei principali egomaniaci di Silicon Valley”.

Se Jobs è stato un grande leader, che ha curato nel dettaglio praticamente tutti gli aspetti del business di Apple, come non poteva essere a conoscenza della situazione con Foxconn? Le condizioni di lavoro negli impianti di produzione di Apple Foxconn in Cina, sono state etichettate come disumane. In reazione ad una ondata di suicidi,  14 operai sono morti nel 2010, una relazione da 20 università cinesi ha descritto le fabbriche Foxconn come campi di lavoro dove ci sono abusi diffusi a carico dei lavoratori e gli straordinari sono illegali. In risposta, Foxconn ha delle strutture di compensazione al  suicidio promettendo salari notevolmente superiori alle sue basi di produzione a Shenzhen. Lo scorso gennaio, è stato riferito che 150 lavoratori in Wuhan hanno minacciato il suicidio di massa a causa del peggioramento delle condizioni di lavoro. I dipendenti hanno annunciato di aver chiesto un aumento di stipendio ma hanno detto che potrebbero essere licenziati con compensazione o mantenere il loro lavoro senza alcun rilancio. I dipendenti che si licenziano da soli non ricevono nessun compenso aggiuntivo.

Secondo Ray Williams prendere come esempio Steve Jobs comporterebbe una diffusa idea che la gestione del business sia basata sul detto “il fine giustifica i mezzi”. Non importa quale tipo di capo tu sia, o quali siano le condizioni di lavoro nella tua azienda se riesci a portare dei profitti.

I leader idolatrati come Steve Jobs, i leader autoritari non si preoccupano delle volontà e dei bisogni dei suoi seguaci.

Se c’è una visione, i seguaci devono condividere la visione del leader. E mentre i  leader intelligenti hanno imparato il linguaggio del lavoro di squadra, la collaborazione e lo scopo comune, per quelli autoritari  loro visione del mondo richiede ancora l’obbedienza.

A dare ragione Ray Williams c’è uno studio della Università di Iowa.

Forse il vero problema non sta nel carattere che aveva Steve Jobs, ma nel fatto che nei casi in cui il carisma e la ricchezza divento la misura dominante del successo, piuttosto che il benessere sociale e il modo in cui trattiamo a vicenda, avvallano i comportamenti dei i leader abusivi che continueranno ad avere un seguito e a ingabbiare la vita dei loro seguaci.

L’Europa si sta suicidando

Tuesday, April 17, 2012 12:32
Posted in category Notizie

L’Europa si sta suicidando secondo l’economista Paul Krugman.

Si può continuare con l’attuale percorso, che impone l’austerità ai governi, nel tentativo di frenare il continuo peggioramento delle situazioni fiscali. Oppure, si può optare per il contrario, in cui la Banca centrale europea e i leader della zona euro pensino di più alle politiche monetarie espansive e fiscali per stimolare la crescita.

In questo momento l’Europa ha scelto l’austerità e secondo Krugman, e questa scelta mostra chiaramente che l’Europa si sta avviando verso un suicidio economico.

“L’Europa ha avuto diversi anni di esperienza con i programmi di austerità, ed i risultati sono esattamente ciò che gli studenti di storia si attendevano: tali programmi spingono le economie depresse ancora di più nella depressione”

Krugman prende in esame la Grande Depressione come un potenziale esempio di quello che potrebbe accadere se la zona euro continua sulla via dell’austerità. Nel corso del 1930, la maggior parte dei paesi del mondo avevano aderito al gold standard, un sistema in cui le monete nazionali sono state ancorate all’oro fisico. Al fine di scrollarsi di dosso la Grande Depressione e nel tentativo di darsi la flessibilità necessaria per controllare le politiche monetarie, molti paesi avevano scelto di lasciare il gold standard.

Krugman sostiene che se continua l’austerità, l’unico modo per i paesi della zona euro di tornare a crescere di nuovo sarà quello di lasciare l’euro, nello stesso modo in cui i Paesi avevano lasciato il gold standard nel 1930.Questo perché, solo quando i Paesi non avranno più dei vincoli monetari, essi avranno la possibilità di controllare le proprie politiche monetarie.

Naturalmente, un break up della zona euro provocherebbe una valanga di caos politico ed economico. Purtroppo, sembra che le cose stiano andando in questa direzione, Krugman conclude.

“Piuttosto che ammettere che hanno sbagliato, i leader europei sembrano decisi a guidare la loro economia – e la loro società – verso il baratro. E il mondo intero pagherà il prezzo “, ha concluso.

Trading: la strategia Pitchfork Andrew

Tuesday, April 17, 2012 9:23

E’ una tecnica sviluppata dal Dr. Alan Andrews, che si avvale di tre linee di tendenza parallele per mostrare le aree di supporto e resistenza. Le tre linee parallele vengono create da tre picchi consecutivi importanti o da depressioni.
Ecco un esempio di Pitchfork  Andrew durante una tendenza rialzista. Si analizzano il rally dal punto A al punto B , ripercorre poi il punto C, poi riprende il suo trend rialzista.

In primo luogo bisogna trovare il basso più recente, che è il punto A.Individuato questo punto occorre  trovare il massimo movimento fatto da A che è il punto B.Ora occorre trovare il massimo ritracciamento dal punto B, che è il punto C.

A questo punto abbiamo individuato le linee di tendenza di supporto e resistenza. In generale, si potrebbe vendere quando il prezzo sale fino a che non incontra la trend line che parte dal punto B, e prendere profitto quando il prezzo raggiunge la linea che parte dal punto A. Si potrebbe anche comprare se il prezzo scende disegnato dalla linea C e prendere profitto quando il prezzo  sale di nuovo verso la linea A.

 

Come funziona lo Spread Betting

Tuesday, April 17, 2012 9:10
Posted in category Dizionario Finanza

Il termine spread nella strategia di Spread Betting si riferisce alla differenza tra il prezzo a cui è possibile vendere e il prezzo al quale è possibile acquistare uno strumento finanziario. Una società di spread betting citerà una vendita (o ‘bid’) il prezzo e un acquisto (o di ‘chiedere’) prezzo, calcolato attorno al live (o il futuro stimato) prezzo del mercato sottostante.

Spiegazione dello Spread Betting

Quando si fa una scommessa, non si compra una quota effettiva di capitale di una società quotata o un contratto futures sperando che il corso del mercato “andrà bene”. Quando fai una scommessa sul futuro corso del mercato cerchi di capire cosa faranno gli altri investitori e cerchi di anticiparli traendone profitto.

Vista così, è possibile scegliere di scommettere se il mercato salirà o, in alternativa, potete scommettere che cadrà. Se la tua scommessa sarà vincente ne trarrai un profitto e la tua “puntata” sarà moltiplicata per ogni punto il mercato si è spostato a tuo favore. Se la tua scommessa sarà perdente realizzerai una perdita pari alla tua puntata moltiplicata per ogni punto del mercato che si è mosso contro di te.

Per questo motivo si deve essere consapevoli del fatto che le perdite possono aumentare drammaticamente se il mercato si muove sostanzialmente nella direzione opposta alla tua scommessa (per esempio, se si effettua una scommessa sul FTSE 100 e invece di aumentare l’indice scende pesantemente).

Per questo motivo, molte piattaforme di trading, offrono uno  stop-loss automatico che limita le perdite apportate a un livello prestabilito quando si apre la scommessa.  Invece tutti i profitti provenienti dalle scommesse di spread  betting sono riconosciute come vincita.

Per questo si capisce bene che la strategia di spread betting è altamente rischiosa in quanto le perdite non sono totalmente controllabili. Detto in altre parole potresti perdere molto di più di quanto hai preventivato all’inizio.

Tutto il contenuto, le indicazioni, i consigli, le considerazioni , e il materiale presente su questo blog sono forniti a puro scopo informativo e personale e non devono essere intesi in alcun modo come consigli operativi di investimento né come sollecitazione alla raccolta di pubblico risparmio. Il trading su prodotti finanziari quali azioni, futures, obbligazioni e più in generale l'attività speculativa, comportano notevoli rischi economici e chiunque li svolga lo fa sotto la propria ed esclusiva responsabilità. Si declina pertanto qualsiasi responsabilità per i danni diretti o indiretti derivanti da decisioni di investimento prese da chi legge i predetti articoli. Altresì non si assumono responsabilità nel garantire che i risultati presentati possano costituire performance future.